Attivazione CP0294

Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore

La Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore si trova in Piazza del Carmine.

La tradizione vuole che le origini della basilica partano da lontano. Alcuni monaci arrivarono a Napoli per sfuggire alla persecuzione dei saraceni in Palestina, portando con sé un’immagine della Madonna, simbolo del loro ordine, che veneravano sul Monte Carmelo. Ai monaci fu concesso l’utilizzo di una piccola cappella dedicata a San Nicola.
La chiesa è legata ad alcuni miracoli. Su tutti quello avvenuto il 17 ottobre 1479, quando l’artiglieria di Alfonso il Magnifico distrusse l’abside, colpendo anche il tabernacolo nel quale era conservato un crocifisso del Trecento. Questo fu ritrovato ancora intatto, senza la corona di spine, con la testa inclinata verso la spalla destra e gli occhi e la bocca chiusa, tutti dettagli che indussero i fedeli a pensare al miracolo, come se il Cristo volesse schivare il colpo. Non fu possibile trasportare il Crocefisso in un altro luogo che, da allora, si trova allo stesso posto, mentre il tabernacolo fu fatto ricostruire nel XVII secolo. Altri miracoli sono legati al dipinto della Madonna Bruna al quale sono attribuiti numerose guarigioni di malati avvenute nel giugno del 1500, un paio di mesi dopo una processione per le strade della città. Si Narra che i malati furono fatti riunire nella Basilica del Carmine da Federico d’Aragona e, investiti da un raggio di luce, ricevettero la cura o la diminuzione dei loro mali.
La Basilica è anche associata a due importanti fatti storici. Il primo riguarda l’esecuzione del Nipote di Re Manfredi nella piazza antistante, mentre il secondo riguarda Masaniello, la cui rivolta fini tragicamente con il suo omicidio nel convento nel 1647.

La data di fondazione di fondazione della Basilica non è certa. Una Bolla papale di Sisto IV del 1475 perla del culto della Madonna del Carmine a Napoli come presente da almeno trecento anni. Ciò colloca la fondazione al 1175 o anche prima, come testimoniato da un sepolcro di un bambino, conservato nella Cappella del presepe, su cui è apposta la data del 1144. La struttura antica era costituita solamente a una cappella superiore e da una sotterranea, cosa che le fece guadagnare il nome di “Santa Maria della Grotticiella”. La costruzione della basilica vera e propria risale alla fine del XIII secolo, grazie ai contributi di Robertò d’Angiò (che donò il terreno nel 1270), Elisabetta di Baviera e Margherita di Borgogna.
Nel Settecento la chiesa venne restaurata da Nicola Tagliacozzi Canale, grazie alla devozione i Carlo di Borbone e della Moglie Amalia. Qualche anni dopo, nel 1736, l’architetto realizzò anche la sagrestia. Durante la seconda guerra mondiale, un altro bombardamento danneggiò la chiesa, ma la bomba che colpì la basilica non esplose causando danni solo al soffitto. Oggi, l’ordigno è conservato ed esposto all’interno dell’edificio.
Nella Basilica, inoltre, vennero celebrati i funerali di Totò nel 1967 e quelli di Mario Merola nel 2006.

Mercoledi 9 gennaio, dopo l’attivazione del Forte Vigliena, Pasquale, IZ8GDC, ha lanciato l’idea di effettuare un’altra attivazione già il sabato successivo. Va rilevato, con estremo piacere, che lui ed altri si son dati molto da fare con ricerche storiche al fine di verificare se un sito “vicino casa”, la Certosa di S.Martino, rientrasse nella tipologia prevista dal D.A.I. Diploma delle Abbazie Italiane. Accertato che la sua costruzione risale al XIV secolo si è però notato che lo storico monumento è privo di referenza.- L’award manager della Sezione ha assicurato tutti che avrebbe provveduto adinoltrare richiesta di nuova referenza al Manager del D.A.I. come per altre numerose chiese di Napoli che, pur rientrando nei limiti del DAI, non hanno ancora un proprio numero identificativo.

Visto poi l’entusiasmo per queste operazioni in barra mobile, e rammentando la prima attivazione effettuata dalla Sezione nei pressi di Piazza del Carmine, si è optato per una attività con doppia referenza visto che la stessa si poteva effettuare utilizzando lo spazio tra le due Torri (DCI-NA030)alla fine di Via Marina, distanti circa 100 m. dalla Chiesa del Carmine (DAI-CP0294), il tutto da effettuarsi sabato 12 gennaio.

Detto e fatto!

Già prima delle 07.00 GMT Pasquale e Vittorio raggiungono il sito e iniziano il montaggio della Superantennas MP1 multibanda da issare poi sul palo; posizionano il generatore e, man mano, quanto necessario al funzionamento della stazione.

Dopo le necessarie prove, alle 08.06 il primo QSO, questa volta non con il solito I8XTX.

 

 

La banda dei 40 m. è decisamente molto rumorosa e si fatica non poco a trovare uno spicchio libero. L'inizio infatti non è molto promettente, invece con il passar del tempo la notizia si sparge, probabilmente con l'aiuto del cluster ed i QSO si fanno più numerosi, le chiamate più pressanti. L'operatore questa volte deve passare oltre alle referenze DAI e DCI anche quella valida per il WCA World Castle Award I-06403 per validare l'attivazione in campo internazionale.

Dopo circa mezz'ora il log è da considerarsi già mezzo pieno e i due hanno il piacere di essere raggiunti da Claudio IK8LVL seguito subito dopo da Cielo I8STC e Salvatore IK8VGZ.

 
 

Dopo il cambio banda ed ampiamente superato il quorum si cimentano al microfono anche Pasquale IZ8GDC ed in francese monsieur le President mentre Vittorio Può finalmente fumarsi una sigaretta.

In pratica nessun altro QSO viene messo a log con il disappunto degli operatori e, pertanto, l'odierna avventura castellon-abbaziale può dirsi conclusa. Pasquale IZ8GDC evidentemente insoddisfatto della propria

performance, e quindi desideroso di cimentarsi con maggiore successo, immediatamente chiede:

"Sabato prossimo dove andiamo"? segno questo che le attività sul campo esercitano ancora un certo fascino e sarebbe perticolarmente auspicabile che non fossero sempre e soltanto i soliti "4 gatti" a darsi da fare e, per giunta, vedersi descritti quali salumieri ambulanti sui vari social network.


 

 

Vittorio IK8PXZ

 

 

 
 
 
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